
Composizione negoziata della crisi 2026: aumentano domande, successi e opportunità di risanamento per le imprese
La composizione negoziata della crisi d’impresa si conferma nel 2026 uno degli strumenti più efficaci previsti dal Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza per favorire il salvataggio delle aziende in difficoltà. I dati più recenti dell’Osservatorio crisi d’impresa di Unioncamere evidenziano una crescita costante delle richieste di accesso alla procedura, un incremento del tasso di successo e una maggiore diffusione tra imprenditori e professionisti.
L’istituto, introdotto nel novembre 2021, nasce con una finalità chiara: anticipare l’emersione della crisi, favorire la continuità aziendale e prevenire il ricorso a procedure concorsuali più invasive.
Cos’è la composizione negoziata della crisi
La composizione negoziata è un percorso volontario, riservato ed extragiudiziale rivolto alle imprese che si trovano in condizioni di squilibrio economico, patrimoniale o finanziario, ma che presentano ancora concrete possibilità di risanamento.
L’imprenditore mantiene integralmente la gestione dell’impresa: non vi è alcuno spossessamento né sostituzione negli organi amministrativi. Il percorso si svolge con il supporto di un esperto indipendente, nominato tramite gli elenchi regionali, che assiste le parti nella ricerca di una soluzione condivisa con creditori, banche, Fisco e stakeholders.
Domande in crescita nel primo trimestre 2026
Secondo i dati Unioncamere, nel primo trimestre 2026 sono state presentate 455 istanze, con un incremento del 17,6% rispetto allo stesso periodo del 2025.
Il trend conferma la crescente fiducia delle imprese nello strumento:
- 499 domande nel 2022
- progressiva crescita negli anni successivi
- 1.735 domande nel 2025
- 4.411 richieste complessive dal novembre 2021 al 31 marzo 2026
Si tratta di numeri che dimostrano come la composizione negoziata sia ormai divenuta un pilastro della gestione preventiva della crisi aziendale.

Aumenta anche il tasso di successo
Il dato più significativo riguarda gli esiti favorevoli. Delle 2.764 procedure definite al 31 marzo 2026:
- 567 si sono concluse positivamente
- pari al 21% del totale
Ciò significa che oltre un quinto delle imprese coinvolte ha individuato una soluzione idonea a evitare l’insolvenza e a proseguire l’attività.
L’effetto sul tessuto economico è rilevante: sono stati salvaguardati oltre 32.700 posti di lavoro.
Perché cresce il successo della procedura
L’aumento del tasso di riuscita dimostra che molte imprese stanno ricorrendo allo strumento in fase precoce, quando la crisi è ancora reversibile.
Questo è il punto centrale del nuovo diritto della crisi: non attendere l’insolvenza conclamata, ma intervenire tempestivamente attraverso:
- analisi dei flussi finanziari;
- ristrutturazione del debito;
- trattative con creditori;
- riequilibrio patrimoniale;
- revisione industriale e organizzativa.

Il ruolo decisivo dell’esperto indipendente
L’esperto nominato nella composizione negoziata svolge una funzione determinante. Egli:
- valuta la concreta perseguibilità del risanamento;
- verifica la sostenibilità delle proposte;
- favorisce il dialogo tra debitore e creditori;
- evita comportamenti dilatori;
- agevola la conclusione di accordi.
Attualmente risultano iscritti agli elenchi regionali 4.677 professionisti, così distribuiti:
- 78,4% commercialisti
- 20,2% avvocati
- 1% dirigenti
- 0,4% consulenti del lavoro
Circa il 25% degli iscritti risulta impegnato in incarichi attivi.
Misure protettive: tutela dell’impresa durante le trattative
Pur essendo una procedura extragiudiziale, il tribunale può intervenire per concedere misure protettive del patrimonio, ossia provvedimenti che sospendono o impediscono azioni esecutive e cautelari dei creditori.
Si tratta di uno strumento essenziale per consentire trattative serene ed efficaci.
Secondo il report, le misure protettive hanno riguardato l’83% delle istanze, segno della loro centralità pratica.
In tale ambito, il parere dell’esperto assume valore decisivo per il giudice.
Gli strumenti utilizzati per risolvere la crisi
Le procedure concluse positivamente hanno fatto ricorso a diversi strumenti previsti dal D.Lgs. 14/2019. In particolare:
- Accordo con i creditori: 250 casi
- Contratto con i creditori: 120 casi
- Accordo di ristrutturazione dei debiti: 81 casi
- Altre procedure del Codice della crisi: 59 casi
- Piano attestato di risanamento: 42 casi
- Convenzione di moratoria: 8 casi
- Accordo transattivo fiscale: 7 casi
Transazione fiscale in composizione negoziata: crescita nel 2026
Particolarmente interessante è l’evoluzione della transazione fiscale, ammessa dal 29 settembre 2024 anche all’interno della composizione negoziata.
In circa un anno e mezzo risultano conclusi 39 accordi fiscali, di cui:
- 7 con la sola Agenzia delle Entrate;
- 32 insieme ad altri strumenti di regolazione della crisi.
Il dato evidenzia un cambio di approccio del creditore pubblico, sempre più orientato a favorire il recupero dell’impresa economicamente sana.
Perché le PMI devono agire tempestivamente
Le statistiche mostrano che le piccole e medie imprese presentano ancora percentuali di successo inferiori rispetto alle realtà più strutturate.
Le ragioni sono spesso riconducibili a:
- ritardo nell’emersione della crisi;
- assenza di controllo di gestione;
- carenza di pianificazione finanziaria;
- indebitamento fiscale e contributivo accumulato;
- difficoltà nel reperire consulenza specialistica.
Per questo motivo è fondamentale rivolgersi tempestivamente a professionisti qualificati in grado di costruire una strategia credibile.
Assistenza legale e strategica nella composizione negoziata: Studio Bonanni Saraceno
Affrontare una procedura di composizione negoziata della crisi richiede competenze interdisciplinari: diritto della crisi, diritto societario, contenzioso bancario, fiscalità, trattative con creditori e tutela del patrimonio aziendale.
Lo Studio Bonanni Saraceno offre assistenza altamente qualificata alle imprese in difficoltà, con particolare competenza in:
Diritto della crisi d’impresa e insolvenza
Gestione completa della composizione negoziata, accesso agli strumenti di regolazione della crisi, piani di risanamento e continuità aziendale.
Negoziazione con banche, fornitori e creditori
Conduzione delle trattative e predisposizione di accordi sostenibili per il riequilibrio finanziario.
Transazioni fiscali e debiti tributari
Assistenza nei rapporti con Agenzia delle Entrate, Agenzia Entrate-Riscossione ed enti previdenziali.
Tutela degli amministratori e governance societaria
Supporto agli organi sociali nella gestione della crisi nel rispetto degli obblighi di legge.
Strategia preventiva e early warning
Analisi degli indicatori di crisi e interventi tempestivi per evitare insolvenza e liquidazione giudiziale.
Conclusioni
I dati 2026 confermano che la composizione negoziata rappresenta oggi una concreta opportunità di salvataggio per le imprese italiane. Tuttavia, il successo dipende dalla rapidità dell’intervento e dalla qualità dell’assistenza tecnica e legale.
Per questo, affidarsi a professionisti esperti come lo Studio Bonanni Saraceno può fare la differenza tra il superamento della crisi e il definitivo dissesto aziendale.
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Per ulteriori approfondimenti su questo tema o sulle relative implicazioni pratiche potete contattare:
STUDIO LEGALE BONANNI SARACENO
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