AMIANTO: DIFFERENZA TRA SCIVOLO PENSIONISTICO PER ESPOSIZIONE AD AMIANTO E PENSIONAMENTO PER INABILITA’

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Premessa:

Lo scivolo pensionistico per esposizione all’amianto (asbesto) consente ai lavoratori del settore privato, esposti per oltre 10 anni (o in miniere/cave), di anticipare l’uscita grazie a un moltiplicatore contributivo dell’1,5, aumentando i contributi effettivi del 50%. Le vittime di patologie asbesto-correlate riconosciute dall’INAIL possono accedere direttamente alla pensione di inabilità. 

Ecco i dettagli principali:

  • Benefici Contributivi (Art. 13 L. 257/1992): I periodi di lavoro con esposizione qualificata all’amianto vengono maggiorati con un coefficiente di 1,5 ai fini del diritto e della misura della pensione (10 anni di esposizione valgono 15 anni).
  • Prepensionamento (Quota 96,7): I lavoratori esposti possono accedere a forme di pensionamento anticipato, spesso intorno ai 61 anni e 7 mesi di età con almeno 35 anni di contributi, grazie alla rivalutazione.
  • Pensione di Inabilità (Art. 1 co. 250 L. 232/2016): Per chi ha contratto malattie professionali asbesto-correlate (riconosciute INAIL), è previsto il diritto al pensionamento immediato, indipendentemente dall’età e dall’anzianità, qualora non si raggiunga comunque il diritto con i benefici contributivi.
  • Procedura: È necessario presentare domanda all’INAIL per il riconoscimento dell’esposizione o della malattia professionale, e successivamente all’INPS per i benefici, come indicato nella Circolare n. 34 del 09.03.2020

I benefici non sono cumulabili con altri benefici per lavori usuranti, ma sono compatibili con il riconoscimento di stati di invalidità


Scivolo pensionistico amianto: differenza tra pensione di inabilità e benefici contributivi

Il tema dello scivolo pensionistico per esposizione ad amianto genera spesso confusione, soprattutto tra lavoratori che hanno operato in ambienti contaminati ma non hanno ancora sviluppato una patologia asbesto-correlata. È quindi fondamentale distinguere correttamente tra prepensionamento per amianto (pensione di inabilità) e benefici contributivi amianto, che rispondono a presupposti giuridici diversi.

Prepensionamento amianto: cos’è la pensione di inabilità

Il cosiddetto prepensionamento amianto coincide, sul piano giuridico, con la pensione di inabilità per esposizione ad amianto.
Questa forma di tutela è prevista esclusivamente per i lavoratori che abbiano:

  • contratto una malattia asbesto-correlata (ad esempio asbestosi, mesotelioma, tumore polmonare);
  • ottenuto il riconoscimento della patologia da parte dell’INAIL come malattia professionale.

In tali casi, la pensione di inabilità può essere riconosciuta indipendentemente dall’anzianità contributiva maturata, proprio in ragione della gravità del danno subito e della perdita della capacità lavorativa.

👉 Senza una malattia riconosciuta dall’INAIL, la pensione di inabilità non è accessibile.

Benefici contributivi amianto: l’alternativa per chi non è malato

Diversa è la situazione dei lavoratori esposti all’amianto ma non affetti da patologie asbesto-correlate.
In questi casi non si ha diritto al prepensionamento immediato, ma è possibile accedere ai benefici contributivi amianto, che rappresentano comunque una tutela rilevante.

I benefici contributivi consentono di:

  • anticipare l’età pensionabile, grazie alla maggiorazione dei periodi di esposizione;
  • incrementare l’importo dell’assegno pensionistico, valorizzando maggiormente i contributi versati.

Questa misura non presuppone la presenza di una malattia, ma richiede la prova dell’esposizione qualificata e prolungata all’amianto, secondo i criteri stabiliti dalla normativa e dalla giurisprudenza.

Documentazione e verifica dell’esposizione: il ruolo dello studio legale

L’accesso sia alla pensione di inabilità amianto sia ai benefici contributivi richiede una rigorosa attività di ricostruzione storica dell’esposizione.
In particolare, è necessario:

  • analizzare la documentazione aziendale (DVR, mansioni, cicli produttivi);
  • ricostruire le condizioni ambientali di lavoro;
  • avviare correttamente la procedura amministrativa INAIL e INPS.

Per questo motivo è consigliabile rivolgersi a uno studio legale specializzato in diritto del lavoro e tutela delle vittime dell’amianto, come lo Studio legale Bonanni Saraceno, che può verificare la sussistenza dei requisiti, valutare la strategia più adeguata e assistere il lavoratore in ogni fase del procedimento.

Conclusione

In sintesi:

  • pensione di inabilità amianto → solo in presenza di malattia asbesto-correlata riconosciuta dall’INAIL;
  • benefici contributivi amianto → per chi è stato esposto ma non è malato;
  • la corretta qualificazione del caso concreto è decisiva per ottenere la tutela previdenziale spettante.

Una consulenza legale qualificata rappresenta il primo passo per non perdere diritti fondamentali maturati in anni di lavoro svolto in condizioni di rischio.


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Per ulteriori approfondimenti su questo tema o sulle relative implicazioni pratiche potete contattare:

STUDIO LEGALE BONANNI SARACENO
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