NEURO DIRITTI: APPROVATO IL DIGITAL OMNIBUS ON AI, IL 26 MARZO 2026

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Digital Omnibus on AI 2026: riforma dell’AI Act, nuove pratiche vietate e impatti per imprese e professionisti

 

Il voto del 26 marzo 2026 del Parlamento europeo segna un passaggio decisivo nel percorso di revisione del quadro normativo europeo sull’intelligenza artificiale. Con l’approvazione degli emendamenti alla proposta di Regolamento nota come Digital Omnibus on AI, l’Unione europea conferma la volontà di rendere più efficiente, chiaro e concretamente applicabile il Regolamento (UE) 2024/1689 (AI Act).

 

L’intervento si inserisce nel più ampio pacchetto Digital Omnibus, finalizzato all’ottimizzazione dell’acquis normativo europeo in materia digitale. L’obiettivo è chiaro: semplificare la compliance normativa, ridurre sovrapposizioni regolatorie e garantire certezza giuridica agli operatori economici.

 

Digital Omnibus on AI: perché nasce la riforma dell’AI Act

 

L’AI Act rappresenta la prima disciplina organica europea sull’intelligenza artificiale, ma la sua struttura complessa ha immediatamente evidenziato criticità applicative, soprattutto per le forti intersezioni con:

  • GDPR e protezione dei dati personali
  • normativa europea sulla sicurezza dei prodotti
  • regole sulla responsabilità del produttore
  • tutela dei consumatori
  • cybersecurity e governance digitale

 

Il Digital Omnibus on AI nasce quindi dall’esigenza di rendere il sistema regolatorio più lineare, evitando duplicazioni burocratiche e interpretazioni incerte.

 

Il Parlamento europeo, seguendo la linea già tracciata dal Consiglio il 13 marzo 2026, conferma l’impianto originario dell’AI Act, ma introduce modifiche significative su profili operativi e sostanziali.

Nuove scadenze per i sistemi di IA ad alto rischio

 

Uno dei temi più rilevanti riguarda il calendario di applicazione degli obblighi previsti per i sistemi di intelligenza artificiale ad alto rischio.

 

Date certe per imprese e operatori

 

Il Parlamento sceglie una linea orientata alla certezza normativa, introducendo date precise:

 

Sistemi ad alto rischio autonomi

 

(art. 6, par. 2 e Allegato III AI Act)

 

Applicazione obblighi dal 2 dicembre 2027

 

Sistemi integrati in prodotti regolati da normativa UE

 

(art. 6, par. 1 AI Act)

 

Applicazione obblighi dal 2 agosto 2028

 

Si tratta di una scelta strategica: imprese, sviluppatori, deployer e organismi notificati potranno programmare con maggiore chiarezza investimenti, processi di adeguamento e valutazioni di conformità.

IA generativa: trasparenza e contenuti artificiali

 

Il Digital Omnibus on AI interviene anche sui sistemi di IA generativa, oggi centrali nel mercato tecnologico.

 

Etichettatura dei contenuti artificiali

 

Per i sistemi già immessi sul mercato prima del 2 agosto 2026, il Parlamento propone che i fornitori si adeguino agli obblighi di trasparenza entro:

 

2 novembre 2026

 

L’obbligo riguarda l’indicazione chiara dei contenuti generati artificialmente, tema cruciale per contrastare disinformazione, manipolazione mediatica e frodi digitali.

Deepfake sessuali: nuove pratiche vietate

 

Tra le modifiche più sensibili emerge la proposta di introdurre una nuova pratica di IA vietata.

 

Divieto di immagini o video sessualmente espliciti senza consenso

 

Secondo il testo del Parlamento europeo, sarebbe vietato immettere sul mercato, utilizzare o mettere in servizio sistemi di IA che:

  • alterano immagini realistiche
  • manipolano video realistici
  • generano artificialmente contenuti realistici

 

raffigurando attività sessualmente esplicite o parti intime di una persona identificabile senza il suo consenso.

 

Divieto non assoluto

 

Il legislatore adotta però una logica bilanciata: il divieto non colpisce la tecnologia in sé, ma il suo uso illecito, lasciando spazio allo sviluppo tecnologico ove siano adottate misure efficaci e continuative di prevenzione degli abusi.

 

Questa impostazione tenta di conciliare:

  • tutela della dignità personale
  • diritto all’immagine
  • protezione da revenge porn e abusi digitali
  • libertà d’impresa
  • innovazione tecnologica

Bias algoritmici e trattamento dei dati sensibili

 

Un altro punto centrale riguarda la lotta alle discriminazioni algoritmiche.

 

Uso dei dati particolari per correggere bias

 

Il Parlamento conferma la possibilità di trattare categorie particolari di dati personali (origine etnica, salute, convinzioni religiose, ecc.) quando ciò sia strettamente necessario per:

  • rilevare bias nei modelli di IA
  • correggere output discriminatori
  • prevenire impatti negativi sui diritti fondamentali
  • tutelare salute e sicurezza delle persone

 

Rapporto con il GDPR

 

La previsione è particolarmente rilevante perché si inserisce nel delicato rapporto tra AI Act e GDPR. Il principio adottato è prudente:

  • necessità stretta
  • carattere eccezionale
  • garanzie adeguate
  • finalità limitata al contrasto delle discriminazioni

 

Per molte imprese si aprirà la necessità di una valutazione integrata AI compliance + privacy compliance.

Coordinamento con la normativa europea sui prodotti

 

Il Parlamento interviene anche sul rapporto tra AI Act e normativa di armonizzazione europea relativa ai prodotti.

 

Obiettivo: evitare duplicazioni

 

Per i prodotti già soggetti a marcatura CE, certificazioni tecniche o controlli di sicurezza, si vuole evitare che l’AI Act imponga procedure parallele inutilmente onerose.

 

Nuovo criterio per qualificare l’alto rischio

 

Un sistema IA incorporato in un prodotto sarà considerato ad alto rischio solo se il suo funzionamento è necessario per garantire la conformità ai requisiti di sicurezza UE.

 

Si tratta di una modifica di grande impatto per:

  • medical devices
  • automotive
  • machinery
  • robotics
  • dispositivi industriali intelligenti

Digital Omnibus on AI: un approccio pragmatico

 

L’orientamento emergente dalle posizioni di Commissione, Consiglio e Parlamento è chiaramente pragmatico.

 

L’Unione europea sembra voler superare una regolazione solo teorica per privilegiare una disciplina:

  • applicabile nella pratica
  • compatibile con il mercato
  • sostenibile per le PMI
  • coordinata con il resto del diritto europeo
  • capace di tutelare diritti fondamentali senza bloccare innovazione

 

Il negoziato interistituzionale potrà ancora modificare diversi aspetti, soprattutto sulle nuove pratiche vietate e sui sistemi generativi.

Impatti concreti per aziende, startup e professionisti

 

Le imprese che sviluppano, integrano o utilizzano sistemi di IA devono già oggi prepararsi su più fronti:

 

Compliance normativa

  • classificazione del rischio AI
  • governance interna dei sistemi
  • procedure di audit algoritmico
  • registri tecnici e documentazione

 

Privacy e data governance

  • basi giuridiche del trattamento
  • DPIA
  • uso dati sensibili per bias detection
  • trasferimenti internazionali

 

Contrattualistica

  • responsabilità tra provider e deployer
  • SLA tecnologici
  • garanzie su dataset e modelli
  • manleva regolatoria

 

Contenzioso e responsabilità

  • danni da IA
  • discriminazioni automatizzate
  • deepfake lesivi
  • violazioni reputazionali e concorrenziali

Perché affidarsi allo Studio Legale Bonanni Saraceno

 

Di fronte all’evoluzione dell’AI Act e al Digital Omnibus on AI, il supporto di professionisti altamente specializzati è oggi essenziale.

 

Lo Studio Legale Bonanni Saraceno offre competenze avanzate in:

 

Diritto dell’innovazione e intelligenza artificiale

 

Assistenza a imprese, startup, provider tecnologici e investitori nella conformità al quadro normativo europeo sull’IA.

 

Privacy e GDPR

 

Gestione integrata dei profili AI Act – GDPR, DPIA, data governance, trattamenti complessi e dati particolari.

 

Regulatory compliance europea

 

Analisi dei sistemi ad alto rischio, procedure di conformità, governance aziendale e audit documentale.

 

Contratti tecnologici

 

Redazione e negoziazione di contratti SaaS, licensing AI, sviluppo software, outsourcing tecnologico e responsabilità tra operatori.

 

Contenzioso e tutela reputazionale

 

Difesa in caso di deepfake, diffamazione digitale, uso illecito di contenuti generati artificialmente, discriminazioni algoritmiche e danni da automazione.

 

Supporto strategico per PMI e grandi imprese

 

Percorsi personalizzati di adeguamento normativo, risk assessment e formazione interna.

Conclusioni

 

Il Digital Omnibus on AI rappresenta un passaggio decisivo verso una regolazione europea dell’intelligenza artificiale più chiara, coerente e concretamente applicabile. Per le imprese non è più tempo di attendere: la compliance AI va costruita oggi.

 

In questo scenario, lo Studio Legale Bonanni Saraceno si propone come partner qualificato per affrontare con metodo, competenza e visione strategica le sfide legali poste dall’intelligenza artificiale e dalla trasformazione digitale.


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Per ulteriori approfondimenti su questo tema o sulle relative implicazioni pratiche potete contattare:

STUDIO LEGALE BONANNI SARACENO
Avv. Fabrizio Valerio Bonanni Saraceno
Piazza Giuseppe Mazzini, 27 – 00195 – Roma

Tel+39 0673000227

Cell. +39 3469637341

@: avv.bonanni.saraceno@gmail.com

@: info@versoilfuturo.org

Avv. F. V. Bonanni Saraceno

 

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CIVILE: VERBALI AUTOVELOX VALIDI ANCHE SE NON ANALITICI

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Tribunale di Bari n. 1425/2026: verbali autovelox validi senza indicazioni analitiche sulla segnalazione. Quando si può davvero contestare una multa per eccesso di velocità

Introduzione

La sentenza del Tribunale di Bari n. 1425/2026 assume particolare rilievo nel panorama del contenzioso relativo alle multe per eccesso di velocità rilevate con autovelox, poiché chiarisce alcuni principi decisivi in materia di validità dei verbali, obblighi motivazionali dell’amministrazione e limiti delle opposizioni fondate su meri vizi formali.

La pronuncia conferma un orientamento giurisprudenziale sempre più consolidato: il verbale di accertamento è legittimo quando rispetta i requisiti sostanziali previsti dalla legge, anche senza descrizioni minuziose circa le modalità operative del controllo.

Per automobilisti, enti locali e operatori del diritto, la decisione costituisce un importante riferimento interpretativo in tema di ricorso multa autovelox, decreto prefettizio autovelox, contestazione differita e stato di necessità Codice della Strada.

Il caso: annullamento in primo grado e riforma in appello

In primo grado, il Giudice di Pace aveva accolto l’opposizione proposta dall’automobilista, ritenendo insufficiente il verbale nella parte in cui attestava genericamente la “visibilità” della postazione di controllo, senza specificare se la stessa fosse garantita tramite:

  • cartellonistica preventiva;
  • presenza di agenti operanti;
  • veicolo di servizio;
  • dispositivi luminosi.

Il Comune proponeva appello sostenendo la piena regolarità dell’accertamento.

Il Tribunale di Bari, riformando integralmente la decisione di primo grado, ha rigettato il ricorso originario e confermato la sanzione amministrativa pari a euro 1.700, oltre alle spese processuali di entrambi i gradi di giudizio.

Visibilità dell’autovelox: non occorre indicare ogni dettaglio nel verbale

Uno dei punti centrali della sentenza riguarda la segnalazione e visibilità della postazione di controllo.

Il Tribunale richiama il D.M. 13 giugno 2017, secondo cui la visibilità può essere garantita con modalità alternative tra loro, tra cui:

  • segnaletica verticale;
  • presenza degli agenti;
  • auto di servizio riconoscibile;
  • dispositivi luminosi.

Il principio affermato

Non è necessario che il verbale indichi analiticamente quale modalità sia stata concretamente utilizzata.

È sufficiente l’attestazione da parte dell’organo accertatore che la postazione fosse regolarmente visibile.

Si tratta di un principio rilevante, perché limita i ricorsi fondati esclusivamente sulla presunta incompletezza formale del verbale.

Nel caso concreto, peraltro, il Comune ha prodotto anche documentazione fotografica attestante:

  • presenza della segnaletica preventiva;
  • auto di servizio;
  • agente in uniforme.

Verbale senza firma autografa: quando è valido

La decisione affronta poi il tema frequentemente discusso della firma del verbale di multa.

Il Tribunale ribadisce che, nei documenti amministrativi formati mediante sistemi automatizzati, la firma autografa può essere sostituita dalla firma a stampa, ai sensi del D.Lgs. 39/1993, purché sia indicato il nominativo del responsabile del procedimento.

Conseguenze pratiche

Pertanto:

  • il verbale non è nullo se manca la firma manuale;
  • non è nulla la notifica di verbali generati meccanicamente;
  • rileva la riconducibilità dell’atto all’autorità competente.

Questo orientamento riduce notevolmente le contestazioni seriali fondate sulla sola assenza della sottoscrizione manuale.

Contestazione differita: nessun obbligo di fermo immediato nei casi previsti dalla legge

Altro profilo affrontato riguarda la contestazione immediata della violazione.

Ai sensi dell’art. 201, comma 1-bis, Codice della Strada, in alcune ipotesi tipizzate – tra cui l’eccesso di velocità rilevato con apparecchiature idonee – la contestazione può avvenire successivamente tramite notifica del verbale.

Cosa precisa il Tribunale

Quando ricorre una delle ipotesi previste dalla legge:

  • non occorre fermare immediatamente il veicolo;
  • non è necessario motivare perché il conducente non sia stato fermato;
  • la notifica differita è pienamente legittima.

Decreto prefettizio autovelox: necessario solo per postazioni fisse automatiche

La sentenza ribadisce un altro principio fondamentale, conforme alla giurisprudenza della Corte di Cassazione.

Quando serve il decreto prefettizio

Il decreto prefettizio è richiesto solo per:

  • postazioni automatiche fisse;
  • apparecchiature non presidiate;
  • rilevazioni senza presenza degli agenti.

Quando non serve

Non è invece necessario per:

  • postazioni mobili;
  • controlli presidiati dagli agenti;
  • attività ordinaria di polizia stradale.

Nel caso deciso dal Tribunale di Bari, essendo la postazione mobile e presidiata, l’assenza del decreto prefettizio non ha determinato alcuna nullità.

Taratura e omologazione autovelox: cosa deve provare il Comune

Il Tribunale affronta anche il tema della taratura dell’autovelox, frequentemente al centro dei ricorsi.

L’amministrazione ha assolto il proprio onere probatorio mediante produzione del certificato di verifica rilasciato da laboratorio accreditato.

Inoltre precisa che:

  • non è necessario indicare nel verbale gli estremi dell’omologazione;
  • la prova può essere fornita successivamente in giudizio;
  • conta la regolare funzionalità dello strumento.

Stato di necessità e multa per velocità: quando può essere accolto

Particolarmente interessante è il rigetto della difesa basata sullo stato di necessità.

L’automobilista sosteneva di aver superato i limiti per raggiungere la madre colta da malore.

Il Tribunale ha escluso la scriminante rilevando che:

  • il certificato medico era successivo ai fatti;
  • non emergeva pericolo imminente di vita;
  • mancava prova dell’urgenza reale e inevitabile.

Il principio giuridico

Lo stato di necessità richiede:

  • pericolo concreto e attuale;
  • inevitabilità della condotta;
  • assenza di alternative lecite;
  • prova rigorosa dei fatti.

Non basta una generica situazione familiare urgente.

Multa confermata: 165 km/h dove il limite era 90

La gravità della violazione ha inciso sulla decisione finale.

L’infrazione contestata riguardava una velocità di 165 km/h su strada con limite di 90 km/h, circostanza che ha portato alla conferma della sanzione di 1.700 euro, oltre alle spese legali.

Cosa insegna la sentenza: quando un ricorso autovelox può funzionare davvero

La decisione del Tribunale di Bari dimostra che oggi molti ricorsi standardizzati fondati su eccezioni meramente formali hanno minori probabilità di successo.

Restano invece rilevanti contestazioni su:

  • assenza di taratura effettiva;
  • errore nell’identificazione del veicolo;
  • notifica tardiva;
  • difetto di competenza dell’organo accertatore;
  • irregolarità sostanziali della procedura;
  • violazione del diritto di difesa documentalmente provabile.

Perché affidarsi allo Studio Legale Bonanni Saraceno

In materia di multe autovelox, opposizioni a sanzioni amministrative, ricorsi al Giudice di Pace e appelli contro verbali illegittimi, lo Studio Legale Bonanni Saraceno offre un’assistenza altamente qualificata e specialistica.

Competenze distintive dello Studio:

  • analisi tecnica del verbale e della documentazione amministrativa;
  • verifica di taratura, omologazione e corretto uso degli strumenti elettronici;
  • impugnazioni davanti a Giudice di Pace, Tribunale e Autorità competenti;
  • tutela contro sanzioni eccessive o illegittime;
  • consulenza strategica su sospensione patente, punti decurtati e recidiva;
  • difesa in giudizio con approccio tecnico-giuridico avanzato.

Valore aggiunto

Lo Studio Legale Bonanni Saraceno unisce:

  • esperienza nel diritto della circolazione stradale;
  • competenze processuali civili e amministrative;
  • approccio scientifico all’analisi probatoria;
  • assistenza personalizzata su tutto il territorio nazionale.

Quando una multa appare illegittima, improvvisare un ricorso può essere rischioso: una valutazione specialistica preventiva consente invece di comprendere se vi siano reali margini di annullamento.

 


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Per ulteriori approfondimenti su questo tema o sulle relative implicazioni pratiche potete contattare:

STUDIO LEGALE BONANNI SARACENO
Avv. Fabrizio Valerio Bonanni Saraceno
Piazza Giuseppe Mazzini, 27 – 00195 – Roma

Tel+39 0673000227

Cell. +39 3469637341

@: avv.bonanni.saraceno@gmail.com

@: info@versoilfuturo.org

Avv. F. V. Bonanni Saraceno
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