
Riconoscimento dello status di vittima del dovere: il Tribunale di Roma accoglie il ricorso e condanna il Ministero della Difesa
Vittoria dello Studio Legale Lex Bonanni Saraceno Lobefalo e rilievo del nesso causale nelle missioni all’estero
Abstract
La sentenza n. 7235/2025 del Tribunale di Roma – Sezione Lavoro rappresenta un rilevante precedente in materia di riconoscimento dello status di vittima del dovere. Il giudice ha accolto il ricorso proposto dagli eredi di un militare deceduto, riconoscendo la sussistenza del nesso causale tra le patologie contratte in missione e il decesso, nonché l’esposizione a condizioni ambientali straordinarie. La pronuncia evidenzia l’importanza dell’attività probatoria medico-legale e conferma orientamenti giurisprudenziali consolidati. Determinante l’attività difensiva dello Studio Legale Lex Bonanni Saraceno Lobefalo, specializzato nel contenzioso per vittime del dovere e responsabilità da esposizioni nocive.
1. Inquadramento normativo: vittime del dovere e condizioni applicative
La disciplina delle vittime del dovere trova fondamento nella L. n. 266/2005, nel D.P.R. n. 243/2006 e nelle normative collegate (L. n. 466/1990, L. n. 407/1998, L. n. 206/2004).
Elemento centrale è la distinzione tra:
- semplice causa di servizio
- status di vittima del dovere, che richiede ulteriori presupposti
Come ribadito dalla giurisprudenza di legittimità, non è sufficiente la dipendenza da causa di servizio:
occorre la presenza di “particolari condizioni ambientali od operative” che abbiano esposto il lavoratore a un rischio superiore all’ordinario.
2. Il caso: esposizione a rischi nelle missioni internazionali
Il giudizio trae origine dal ricorso promosso dagli eredi di un maresciallo, deceduto a seguito di una grave patologia cardiaca evolutiva.
Il militare aveva prestato servizio in teatri operativi esteri (Iraq, Albania, Bosnia), caratterizzati da:
- condizioni igienico-sanitarie precarie
- esposizione a agenti nocivi e contaminanti
- stress psico-fisico elevato
La ricostruzione fattuale evidenzia una sequenza patologica:
- miocardite virale insorta dopo missione
- evoluzione in cardiomiopatia dilatativa
- trapianto cardiaco
- decesso
Tale concatenazione è stata già riconosciuta come dipendente da causa di servizio, ma l’Amministrazione aveva negato lo status di vittima del dovere.
3. Il ruolo decisivo della consulenza tecnica d’ufficio (CTU)
Elemento dirimente della decisione è stata la CTU medico-legale, che ha accertato:
- il nesso causale diretto tra patologia e decesso
- la riconducibilità della malattia alle condizioni di servizio
Il Tribunale ha ritenuto le conclusioni del consulente:
- scientificamente fondate
- coerenti con la documentazione sanitaria e amministrativa
- convergenti con le valutazioni della Commissione Medica
Ne deriva il riconoscimento della “diretta dipendenza da causa di servizio” del decesso
4. Le “particolari condizioni ambientali”: interpretazione estensiva
Uno dei passaggi più rilevanti della sentenza riguarda l’interpretazione delle condizioni ambientali straordinarie.
Il Tribunale ha valorizzato:
- ambienti operativi degradati
- stress continuativo
- condizioni igieniche precarie
- contesti post-bellici
Superando la tesi difensiva dell’Amministrazione, secondo cui le attività svolte rientravano nella “routine lavorativa”.
La decisione si inserisce nel solco della giurisprudenza della Corte di Cassazione, secondo cui:
- anche le missioni all’estero costituiscono eventi straordinari
- il rischio non deve essere eccezionale in senso assoluto, ma superiore all’ordinario
5. I benefici riconosciuti: profili economici e previdenziali
Il Tribunale ha condannato il Ministero della Difesa al riconoscimento dei principali benefici previsti per le vittime del dovere, tra cui:
- € 200.000 di speciale elargizione
- assegno vitalizio mensile (€ 500)
- speciale assegno vitalizio (€ 1.033)
- corresponsione degli arretrati con interessi
È stata inoltre affermata:
- la cumulabilità con pensione privilegiata
- la retroattività entro il limite prescrizionale decennale
- l’autonomia dei benefici rispetto ad altri emolumenti
6. Principi di diritto affermati dalla sentenza
La pronuncia si distingue per l’affermazione di alcuni principi chiave:
- Centralità del nesso causale medico-legale
- Interpretazione ampia delle condizioni ambientali straordinarie
- Autonomia dei benefici da vittima del dovere rispetto alla causa di servizio
- Cumulabilità delle prestazioni economiche
- irrilevanza della natura “ordinaria” delle mansioni se svolte in contesti eccezionali
7. Il ruolo dello Studio Legale Bonanni Saraceno Lobefalo
La decisione rappresenta un significativo successo dello Studio Legale Lex Bonanni Saraceno Lobefalo, che ha curato la difesa dei ricorrenti con un’impostazione altamente specialistica.
L’attività difensiva si è contraddistinta per:
a) Elevata competenza medico-legale
- costruzione del nesso causale
- valorizzazione della documentazione sanitaria
- gestione della CTU
b) Approfondita conoscenza della normativa di settore
- vittime del dovere
- causa di servizio
- benefici previdenziali e assistenziali
c) Strategia processuale efficace
- superamento delle eccezioni dell’Avvocatura dello Stato
- dimostrazione delle condizioni ambientali straordinarie
- utilizzo della giurisprudenza di legittimità
d) Esperienza nel contenzioso contro la Pubblica Amministrazione
Lo Studio si conferma punto di riferimento nelle controversie contro Ministeri e enti pubblici, in particolare nei casi di:
- esposizione a sostanze nocive
- missioni militari all’estero
- responsabilità istituzionali
8. Implicazioni pratiche e rilevanza della pronuncia
La sentenza assume rilievo per:
- militari e appartenenti alle forze dell’ordine impiegati in missioni
- familiari di soggetti deceduti per cause di servizio
- operatori del diritto impegnati nel contenzioso previdenziale
In particolare, rafforza l’orientamento favorevole al riconoscimento dello status di vittima del dovere anche in assenza di eventi traumatici immediati, valorizzando:
- esposizioni prolungate
- fattori ambientali
- evoluzioni patologiche progressive
Conclusioni
La sentenza del Tribunale di Roma n. 7235/2025 rappresenta un importante passo avanti nella tutela delle vittime del dovere, consolidando un’interpretazione evolutiva e garantista della normativa.
Il risultato ottenuto evidenzia il ruolo determinante di una difesa altamente specializzata, come quella dell’Avv. Daniela Lobefalo dello Studio Legale Lex Bonanni Saraceno Lobefalo, in collaborazione con l’Avv. Rosanna Serafini, capaci di coniugare competenze giuridiche e medico-legali in un settore complesso e altamente tecnico.
Tribunale di Roma, Sezione Lavoro, sentenza n. 7235/2025:


