DISPUTATIO IN UTRAMQUE PARTEM

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La Disputatio in Utramque Partem tra retorica classica e argomentazione giuridica: da Cicerone alla teoria contemporanea della decisione giudiziaria

Introduzione

La disputatio in utramque partem, ossia la tecnica di discutere una questione esaminando entrambe le possibili soluzioni argomentative, rappresenta uno dei principi fondamentali della retorica classica e costituisce ancora oggi uno dei pilastri della metodologia dell’argomentazione giuridica.

Già nella riflessione di Marco Tullio Cicerone, tale metodo si configura come strumento essenziale per la formazione dell’oratore e per la corretta deliberazione nei contesti giudiziari e politici. Nel diritto contemporaneo, la stessa logica dialettica si ritrova nella teoria dell’argomentazione e nei modelli di decisione giudiziaria sviluppati da studiosi come Chaïm Perelman, Robert Alexy e Neil MacCormick.

L’analisi della disputatio in utramque partem consente dunque di comprendere come il ragionamento giuridico moderno sia profondamente radicato nella tradizione retorica antica e come il giudice contemporaneo operi, di fatto, attraverso un processo argomentativo che richiama la dialettica classica.


1. La disputatio in utramque partem nella retorica classica

La tecnica della discussione “in entrambe le direzioni” trova origine nella tradizione filosofica greca, in particolare nell’ambito della dialettica accademica e stoica. Tuttavia, è nella retorica romana che essa assume una funzione sistematica nella formazione dell’oratore.

Nel trattato De Oratore, Marco Tullio Cicerone afferma che l’oratore perfetto deve essere in grado di sostenere con pari efficacia entrambe le parti di una controversia. Questo esercizio non ha soltanto un valore tecnico, ma costituisce anche un metodo per individuare la soluzione più giusta e persuasiva.

La disputatio in utramque partem presenta almeno tre funzioni fondamentali:

  1. Funzione conoscitiva, poiché consente di esplorare tutte le possibili interpretazioni di una questione.
  2. Funzione persuasiva, permettendo di anticipare e neutralizzare le argomentazioni della controparte.
  3. Funzione deliberativa, poiché facilita la scelta della soluzione più ragionevole.

Tale metodo verrà poi sistematizzato nella retorica latina e nella tradizione delle controversiae, esercizi giuridico-retorici utilizzati nelle scuole di declamazione.


2. La tradizione dialettica e il metodo del “pro e contro”

La tecnica della discussione bilaterale attraversa tutta la tradizione giuridica occidentale. Nel diritto romano e nella retorica tardo-antica essa rappresenta uno strumento fondamentale per la costruzione delle argomentazioni forensi.

Questo approccio si fonda su un principio epistemologico essenziale: la verità pratica emerge dal confronto tra argomenti contrapposti.

La stessa logica verrà ripresa nel medioevo nella pratica delle quaestiones disputatae delle università europee, dove ogni problema giuridico o teologico veniva affrontato mediante l’esposizione di argomenti favorevoli e contrari prima della determinazione conclusiva.


3. La disputatio e il ragionamento giuridico moderno

Nel diritto contemporaneo la logica della disputatio in utramque partem si manifesta soprattutto nell’ambito della teoria dell’argomentazione giuridica.

Secondo la prospettiva elaborata da Chaïm Perelman nella Nouvelle Rhétorique, il diritto non può essere ridotto a un sistema puramente deduttivo. La decisione giudiziaria si fonda invece su un processo argomentativo orientato alla persuasione razionale.

Analogamente, la teoria del discorso giuridico sviluppata da Robert Alexy concepisce il giudizio come risultato di una procedura discorsiva in cui le diverse interpretazioni normative vengono sottoposte a confronto critico.

In questa prospettiva, la disputatio rappresenta il modello archetipico del ragionamento giuridico:

  • ogni norma è suscettibile di più interpretazioni;
  • ogni decisione richiede la valutazione comparativa di argomenti opposti;
  • la soluzione adottata deve risultare la più razionalmente giustificabile.

4. La struttura argomentativa della decisione giudiziaria

La decisione del giudice può essere ricostruita come un processo articolato in tre fasi principali:

1. Individuazione delle tesi contrapposte

Il giudice identifica le possibili interpretazioni della norma o le diverse ricostruzioni dei fatti.

2. Valutazione comparativa degli argomenti

Le tesi vengono analizzate attraverso criteri di:

  • coerenza sistematica;
  • compatibilità costituzionale;
  • adeguatezza ai principi generali dell’ordinamento.

3. Giustificazione della decisione

Il giudice esplicita nella motivazione le ragioni per cui una soluzione risulta preferibile rispetto alle alternative.

Questo schema riproduce esattamente la logica della disputatio in utramque partem, trasformata in metodo di razionalità decisionale.


5. La dimensione retorica della motivazione giudiziaria

L’analisi contemporanea della decisione giudiziaria mostra come la motivazione della sentenza non sia soltanto un’operazione logica, ma anche un processo retorico.

Il giudice, infatti, deve:

  • ricostruire le argomentazioni delle parti;
  • confutare le tesi ritenute meno convincenti;
  • dimostrare la superiorità della soluzione prescelta.

In questo senso, la sentenza può essere interpretata come una forma di argomentazione pubblica, destinata a persuadere non solo le parti del processo ma anche la comunità giuridica.


6. L’eredità della retorica classica nel diritto contemporaneo

L’influenza della retorica classica sul diritto moderno appare particolarmente evidente nella teoria dell’argomentazione.

Il metodo della disputatio anticipa infatti alcuni concetti fondamentali della filosofia giuridica contemporanea:

  • il pluralismo interpretativo;
  • la dimensione discorsiva del diritto;
  • la necessità di giustificare razionalmente le decisioni giudiziarie.

La pratica del confronto argomentativo costituisce dunque uno strumento indispensabile per garantire la razionalità e la legittimità delle decisioni giudiziarie.


Conclusioni

La disputatio in utramque partem rappresenta uno dei più importanti lasciti della retorica classica alla cultura giuridica occidentale.

Dalla riflessione di Marco Tullio Cicerone fino alle moderne teorie dell’argomentazione elaborate da Chaïm Perelman e Robert Alexy, il confronto dialettico tra tesi contrapposte costituisce il fondamento del ragionamento giuridico.

La decisione giudiziaria, lungi dall’essere il risultato di una mera applicazione meccanica della norma, si configura quindi come un processo argomentativo complesso, nel quale il giudice valuta criticamente le diverse soluzioni possibili e giustifica la scelta finale attraverso una motivazione razionalmente persuasiva.

In questa prospettiva, la tradizione retorica non rappresenta soltanto un’eredità storica, ma continua a svolgere un ruolo centrale nella teoria contemporanea del diritto e nella pratica quotidiana della giurisdizione.


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