SINTESI SCHEMATICA: NUOVO DPCM 3 NOVEMBRE 2020

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Nuovo dpcm – si inizia dal 5 Novembre 2020 – Sintesi –
Regole nelle zone VERDI
✅”#$ Limitazione della circolazione delle persone, coprifuoco, dalle 22 alle 5.
✅”#$ Ritorno autocertificazione e per uscire dopo le 22 occorrerà provare di doverlo fare per ragioni
di lavoro, necessità e salute.
✅”#$ Chiusura dei musei e delle mostre.
✅”#$ Didattica a distanza al 100% per le scuole superiori, salvo attività laboratori in presenza; per
le scuole elementari e medie e per i servizi all’infanzia attività in presenza.
✅”#$ Nelle giornate festive e prefestive chiuse le medie e grandi strutture di vendita, ad eccezione
delle farmacie, punti vendita di generi alimentari, tabacchi ed edicole.
✅”#$ Coefficiente di riempimento massimo del 50 per cento sui mezzi pubblici di trasporto.
✅”#$ Chiusura di bar e ristoranti alle 18, resta l’apertura per il pranzo della domenica.
✅”#$ Chiusura dei corner scommesse e giochi nei bar e nelle tabaccherie.
✅”#$ Fortemente raccomandato a tutti, per tutto l’arco della giornata, di non spostarsi, con mezzi
di trasporto pubblici o privati, salvo che per esigenze lavorative, di studio o per motivi di salute.
Regole nelle zone ARANCIONE – Livello 3
✅”#$ Sarà vietato ogni spostamento, in entrata e in uscita, dalla Regione (salvo che per
comprovate esigenze di lavoro, salute e urgenza). Saranno consentiti gli spostamenti
strettamente necessari ad assicurare lo svolgimento della didattica in presenza nei limiti in cui la
stessa è consentita, e sarà consentito il rientro nel proprio domicilio o nella propria residenza.
✅”#$ Sarà vietato ogni spostamento in un comune diverso da quello di residenza, domicilio o
abitazione, salvo che per comprovate esigenze lavorative, di studio, per motivi di salute, per
situazioni di necessità o per svolgere attività o usufruire di servizi non sospesi e non disponibili
nel proprio comune.
✅”#$ Saranno sospese le attività dei servizi di ristorazione, fra cui bar, pub, ristoranti, gelaterie,
pasticcerie. Escluse le mense, il servizio catering e la ristorazione a domicilio.
Regole nelle zone ROSSE – Livello 4
✅”#$ Vietato ogni spostamento in entrata e in uscita dalla Regione e anche all’interno del territorio
stesso (sempre salvo necessità e urgenza).
✅”#$ Chiusi i negozi al dettaglio, tranne alimentari, farmacie, edicole.
✅”#$ Chiusi i mercati di generi non alimentari.
✅”#$ Chiusa l’attività di bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie: resta consentita la sola
ristorazione con consegna a domicilio, nonché fino alle ore 22 la ristorazione con asporto.
✅”#$ Sospese le attività sportive, anche svolte nei centri sportivi all’aperto.
✅”#$ E’ consentito svolgere individualmente attività motoria (passeggiate) in prossimità della
propria abitazione, nel rispetto delle distanze.
✅”#$ Attività scolastica in presenza solo per scuola dell’infanzia, elementare e prima media.



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LA POVERTA’ E’ FIGLIA DELLA REPRESSIONE, DOVE NON C’E’ LIBERTA’ ECONOMICA, NON C’E’ LIBERTA’

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vonhayek Instagram posts - Gramho.com

di Fabrizio Valerio Bonanni Saraceno

Corsi e ricorsi storici di matrice viciana, quando lo Stato allunga i suoi parassitari tentacoli sulla strada delle buone intenzioni e della validità delle sue “competenze”, quando impone la “necessità della sua protezione” come neanche il più arrogante guappo proverebbe a giustificare con ipotetiche emergenze o esigenza di ricorrere ai tecnocrati sedicenti esperti che nessuno può confutare, perché detentori della verità assoluta della ragione scientifica, ebbene, quando si arriva ad esautorare completamente il Parlamento, subordinandolo al potere auto delegato e assoluto dell’Esecutivo, si genera il mostro del totalitarismo.

Il problema è che il totalitarismo che si sta delineando è molto più pericoloso di quelli che storicamente conosciamo, perché avallato completamente da un’opposizione inerte e in sudditanza.

Questo governo però sta riuscendo, con i suoi metodi, con la sua comunicazione e con l’aiuto di drappelli di esperti e giornalisti, a estirpare qualsiasi residuo germe di libertà rimasto in Italia, e la mia non è una “sparata”, qualcosa per “alzare i toni”, ma la semplice constatazione del fatto che il declino di questo Paese sta andando di pari passo con il declino delle sue libertà. Ho parlato di “declino” perché è proprio questa la parola che Hayek, uno dei padri del liberalismo di scuola austriaca, usa nella sua opera “La società libera” per descrivere la situazione di uno Stato in cui avere opinioni diverse da quella corrente costituisce motivo di riprovazione.

Se pensiamo a quello che succede in Italia, dove a comandare non è più la politica ma l’opinione di questo o quel virologo, stiamo arrivando alla fotografia perfetta del declino. In Hayek c’è tutto: lo Stato che si aggrappa all’emergenza per espandere i propri poteri, il ricorso agli “esperti” che nessuno può contraddire, addirittura (ed è il nostro caso) la totale subordinazione delle assemblee democratiche (in cui dovrebbe risiedere il potere vero, quello emanato dal voto popolare) alle decisioni e al potere dell’esecutivo e di quelle figure “speciali” scelte per affrontare l’emergenza. È la democrazia che si mangia da sola cancellando ogni tratto liberale e cedendo ai nuovi valori della “competenza”, della “pianificazione” e del “controllo”. La competenza peraltro è davvero un valore, ma non quando viene sventolato per mettere a tacere gli altri.

Chiunque abbia letto Hayek e la scuola austriaca potrà dirvi che è un film già visto: è proprio questo il modo in cui lo Stato si avvicina al totalitarismo, ossia su una strada lastricata di buone intenzioni, di “competenze”, di “necessità di protezione”. È lo stesso meccanismo per cui, in economia, lo Stato cresce sempre senza mai fermarsi: trovando di volta in volta un’azienda decotta da salvare, un’ingiustizia da sanare o una disuguaglianza da “riequilibrare”, lo Stato continua a spendere i soldi dei contribuenti e se possibile a ingigantire la mole del debito. Questo è frutto del pericolo di cui parlava Hayek in “La via della schiavitù”, una delle sue opere più celebri: scambiare la democrazia per un “fine” politico, quando essa in realtà è solo uno dei molteplici strumenti utilizzabili per arrivare alla libertà. Se la “legittimazione democratica” di uno Stato porta lo Stato stesso a potersi permettere provvedimenti illiberali e a mettere a tacere chi la pensa in modo diverso, la schiavitù diventa un dato di fatto, il totalitarismo una realtà.

Secondo voi è tollerabile questa deriva tecnocratico-plebiscitaria a danno degli stessi principi inviolabili della libertà economica e di conseguenza della libertà individuale, costituzionalmente garantiti!?

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IL WORK IN PROGRESS DELL’ENNESIMO NUOVO INCOSTITUZIONALE DPCM

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Nuovo Dpcm novembre, Conte ha firmato: ecco cosa contiene

Senza fine, è stato firmato da parte del duce Conte l’ennesimo nuovo dpcm incostituzionale, che dovrebbe prevedere altre inutili ed esiziali restrizioni della libertà di circolazione e della libertà economica.

Di seguito, riportiamo il testo del decreto, che rappresenta solo una bozza e per il momento non ufficiale.

Nuovo DPCM 3 ottobre: le misure previste

  1. Coprifuoco alle 22
  2. Lockdown nelle zone rosse
  3. Scuole superiori al 100% didattica distanza
  4. Grandi negozi e centri commerciali chiusi nel weekend e festivi
  5. Bar e ristoranti aperti
  6. Trasporti pubblici al 50%
  7. Musei chiusi
  8. Stop ai concorsi pubblici

Nuovo DPCM 3 novembre: le misure nella bozza di testo

Secondo quanto si legge nella bozza di testo del nuovo Dpcm, che deve ancora essere ufficializzata, viene stabilito quanto segue:

Coprifuoco nazionale dalle ore 22:00

Manca poco all’ufficialità dell’istituzione di un coprifuoco su scala nazionale dalle ore 22 fino alla cinque del mattino.

Il testo (in bozza) del nuovo Dpcm 3 novembre:

 Dalle ore 22.00 alle ore 5.00 sono consentiti esclusivamente gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative, da situazioni di necessità ovvero per motivi di salute. È in ogni caso fortemente raccomandato a tutte le persone fisiche, per tutto l’arco della giornata, di non spostarsi, con mezzi di trasporto pubblici o privati, salvo che per esigenze lavorative, di studio, per motivi di salute, per situazioni di necessità o per svolgere attività o usufruire di servizi non sospesi .”

ockdown nelle zone rosse

Istituendo il ritorno delle zone Rosse, vengono individuate le Regioni a rischio alto e si prevede quanto segue:

  1. vietati gli spostamenti se non per comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità ovvero per motivi di salute
  2. vietati gli spostamenti in comune diverso da quello di residenza, domicilio o abitazione se non per i casi di cui sopra
  3. chiusi ristorazioni, bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie, fatto salve l’attività di consegna a domicilio e asporto.

Il testo (in bozza) del nuovo Dpcm 3 novembre:

“Allo scopo di contrastare e contenere il diffondersi del virus Covid-19 (…) sono individuate le Regioni o parti di esse che si collocano in uno “scenario di tipo 3” e con un livello di rischio “alto” di cui al citato documento di Prevenzione.

Con ordinanza adottata dal Ministro della salute d’intesa con il presidente della Regione interessata, può essere prevista, in relazione a specifiche parti del territorio regionale ed in ragione del rischio epidemiologico accertato, l’esenzione dall’applicazione di una o più delle misure di cui al comma

4. Il Ministro della salute, con frequenza almeno settimanale verifica il permanere dei presupposti di cui al comma 1 e 2 e provvede con ordinanza all’aggiornamento del relativo elenco alle ordinanze di cui ai commi precedenti sono efficaci per un periodo minimo di 15 giorni e comunque non oltre la data di efficacia del presente decreto.

A far data dal giorno successivo alla pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale delle ordinanze di cui al comma 1, nelle Regioni ivi individuate sono applicate le seguenti misure di contenimento:

a) è vietato ogni spostamento in entrata e in uscita dai territori di cui al comma 1, salvo che per gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità ovvero per motivi di salute. Sono comunque consentiti gli spostamenti strettamente necessari ad assicurare lo svolgimento della didattica in presenza nei limiti n cui la stessa è consentita. È consentito il rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza;

b) È vietato ogni spostamento con mezzi di trasporto pubblici o privati, in un comune diverso da quello di residenza, domicilio o abitazione, salvo che per comprovate esigenze lavorative, di studio, per motivi di salute, per situazioni di necessità o per svolgere attività o usufruire di servizi non sospesi e non disponibili in tale comune.

c) sono sospese le attività dei servizi di ristorazione (fra cui bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie), ad esclusione delle mense e del catering continuativo su base contrattuale a condizione che vengano rispettai i protocolli o le linee guida diretti a prevenire o contenere il contagio. Resta consentita la sola ristorazione con consegna a domicilio nel rispetto delle norme igienico sanitarie sia per l’attività di confezionamento che di trasporto, nonché fino alle ore 22,00 la ristorazione con asporto, con divieto di consumazione sul posto o nelle adiacenze.

Restano comunque aperti gli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande siti nelle aree di servizio e rifornimento carburante situate lungo le autostrade, negli ospedali e negli aeroporti, con obbligo di assicurare in ogni caso il rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro»”

Scuola: superiori al 100% didattica distanza

Viene istituito il 100% di didattica a distanza per le scuole superiori, mentre le attività di scuola per l’infanzia e scuola primaria continuano in presenza.

«Le istituzioni scolastiche secondarie di secondo grado adottano forme flessibili nell’organizzazione dell’attività didattica in modo che il 100 per cento delle attività sia svolta tramite il ricorso alla didattica digitale integrata.

’attività didattica ed educativa per il primo ciclo di istruzione e per i servizi educativi per l’infanzia continua a svolgersi in presenza, con uso obbligatorio di dispositivi di protezione delle vie respiratorie salvo che per i bambini di età inferiore ai sei anni e per i soggetti con patologie o disabilità incompatibili con l’uso della mascherina. I corsi di formazione pubblici e privati possono svolgersi solo con modalità a distanza».

Grandi negozi e centri commerciali chiusi nel weekend e festivi

Sia nei festivi che nei prefestivi i grandi negozi, individuati come “le medie e grandi strutture di vendita”, devono rimanere chiusi, insieme ai negozi presenti nei centri commerciali.

“Nelle giornate festive e prefestive sono chiuse le medie e grandi strutture di vendita, nonché gli esercizi commerciali presenti all’interno dei centri commerciali e dei mercati. La chiusura non e’ disposta per farmacie, parafarmacie, presidi sanitari, e punti vendita di generi alimentari, tabacchi ed edicole.”

Bar e ristoranti aperti (ma non in zona rossa)

Salvi i ristoranti e i bar delle Regioni che non appartengono alla categoria di zona rossa.

  1. “Le attività dei servizi di ristorazione (fra cui bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie) sono consentite dalle ore 5.00 fino alle 18.00;
  2. il consumo al tavolo è consentito per un massimo di quattro persone per tavolo, salvo che siano tutti conviventi;
  3. dopo le ore 18,00 è vietato il consumo di cibi e bevande nei luoghi pubblici e aperti al pubblico; resta consentita senza limiti di orario la ristorazione negli alberghi e in altre strutture ricettive limitatamente ai propri clienti, che siano ivi alloggiati;
  4. resta sempre consentita la ristorazione con consegna a domicilio nel rispetto delle norme igienico-sanitarie sia per l’attività di confezionamento che di trasporto, nonché fino alle ore 22,00 la ristorazione con asporto, con divieto di consumazione sul posto o nelle adiacenze.”

Trasporti pubblici al 50% della capienza

«A bordo dei mezzi pubblici del trasporto locale e, del trasporto ferroviario regionale con esclusione del trasporto scolastico dedicato è consentito un coefficiente di riempimento non superiore al 50 per cento»

Musei chiusi

“Sono sospesi le mostre e i servizi di apertura al pubblico dei musei e degli altri istituti e luoghi della cultura”.

Stop ai concorsi pubblici

«Sospensione dello svolgimento delle prove preselettive e scritte delle procedure concorsuali pubbliche e private e di quelle di abilitazione all’esercizio delle professioni, a esclusione dei casi in cui la valutazione dei candidati sia effettuata esclusivamente su basi curriculari ovvero in modalità telematica».

A una settimana dall’ultimo Dpcm i Ministeri, il Cts e le Regioni concordano sulla necessità di stringere ancora le maglie delle restrizioni per evitare il collasso dei sistemi sanitari regionali. Il premier Conte ha presentato ieri al Parlamento le nuove misure del Dpcm che potrebbe arrivare già in serata, o domani mattina. Ecco quali sono le novità.

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NUOVO DPCM 24 OTT. 2020: SINTESI

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Alea iacta est, il duce Conte ha sancito la fine del sistema produttivo italiano, ha decretato, auto delegandosi, la morte economica di milioni di imprenditori, ristoratori, professionisti, insomma di tutto quel perno produttivo su cui si regge il Pil nazionale e di conseguenza il suo gettito fiscale.

Il governo ha dichiarato per l’ennesima volta guerra al popolo delle partite iva, o meglio a quei pochi che sopravvivono all’ennesimo attacco dittatoriale.

La casta privilegiata di dipendenti pubblici e dirigenti pubblici si crogiolano ulteriormente nel lusso dei loro privilegi, giovandosi dell’ulteriore favore governativo di non dover neanche più andare a lavoro, rimanendo a casa a lavorare nella massima comodità di svolgere il solito lavoro che tanto fa “eccellere” l’amministrazione pubblica italiana…..

L’Italia, ormai morta, galleggia sul Lete del suo oblio verso una deriva di inimmaginabile rovina economica e sociale, dove già la indigena criminalità organizzata sta allungando i suoi tentacoli per gestire e lucrare sui disordini sociali nascenti.

I media, ben irregimentati dal potere, come sempre dopo tutto, si prestano alla loro funzione allarmistica e terroristica per avallare e giustificare la deriva autoritaria e incostituzionale forgiata dai Dpcm dell’emergente duce Conte, creando ansia e paura e spaesamento totale nella popolazione, che impaurita e inebetita accetta silente e rassegnata alla privazione progressiva ed esponenziale della propria libertà ed al proprio fallimento economico.

Nei prossimi giorni vedremo le conseguenze insurrezionali di una società ormai esausta mentalmente e depauperata nelle finanze all’inverosimile.

di Fabrizio Valerio Bonanni Saraceno

Di seguito vi pubblichiamo un’utile sintesi dell’ultimo Dpcm, tratta dal sito www.unione.tn.it.

Nuovo Dpcm, tutte le nuove regole: cosa cambia da oggi
Ennesimo colpo di stato con dei dittatoriali Dpcm incostituzionali

Valido dal 26 ottobre fino al 24 novembre 202

Il Presidente del Consiglio dei Ministri ha adottato nella giornata odierna  il nuovo DPCM 24 ottobre 2020 le misure urgenti per il contenimento della diffusione del virus COVI D-19. La misura è pubblicata nella gazzetta ufficiale di oggi – serie generale n.265 del 25 ottobre 2020 –  edizione straordinaria.

Le disposizioni del nuovo provvedimento, che sostituisce i DPCM 13 ottobre e 18 ottobre 2020, si applicano dalla data del 26 ottobre 2020 e sono efficaci fino al 24 novembre 2020.

Nel nuovo DPCM vengono ribadite, in quanto prioritarie, le misure protezione finalizzate alla riduzione del contagio ed in particolare: l’obbligo di mantenere una distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro, l’igiene costante ed accurata delle mani, l’utilizzo corretto delle mascherine che devono essere indossate coprendo naso e bocca.

L’articolo 1 del DPCM ripropone l’obbligo di avere sempre con sé dispositivi di protezione delle vie respiratorie, nonché obbligo di indossarli nei luoghi al chiuso diversi dalle abitazioni private e in tutti i luoghi all’aperto a eccezione dei casi in cui, per le caratteristiche dei luoghi o per le circostanze di fatto, sia garantita in modo continuativo la condizione di isolamento rispetto a persone non conviventi, e comunque fatti salvi i protocolli e le linee guida anti-contagio previsti per le attività economiche, produttive, amministrative e sociali, nonché delle linee guida per il consumo di cibi e bevande. Sono esclusi i soggetti che stanno svolgendo attività sportiva; i bambini di età inferiore ai sei anni; i soggetti con patologie o disabilità incompatibili con l’uso della mascherina, nonchè coloro che per interagire con i predetti versino nella stessa incompatibilità.

In ogni caso è fortemente raccomandato l’uso dei dispositivi di protezione delle vie respiratorie anche all’interno delle abitazioni private in presenza di persone non conviventi.

Dopo le ore 21 può essere disposta la chiusura al pubblico delle strade o piazze nei centri urbani, dove si possono creare situazioni di assembramento, fatta salva la possibilità di accesso, e deflusso, agli esercizi commerciali legittimamente aperti e alle abitazioni private.

È “fortemente raccomandato” a tutte le persone fisiche di evitare spostamenti, con mezzi di trasporto pubblici o privati, salvo che per esigenze lavorative, di studio, per motivi di salute, per situazioni di necessità o per svolgere attività o usufruire di servizi non sospesi.

Sono sospese le attività dei Parchi tematici e di divertimento.

È fatto obbligo nei locali pubblici e aperti al pubblico, nonché in tutti gli esercizi commerciali di esporre all’ingresso del locale un cartello che riporti il numero massimo di persone ammesse contemporaneamente nel locale medesimo, sulla base dei protocolli e delle linee guida vigenti.

Per quanto riguarda le attività economiche, produttive, industriali, commerciali, amministrative e sociali vengono fatte salve le indicazioni e prescrizioni contenute nei relativi protocolli e nelle linee guida, nonché nel protocollo generale per il contrasto ed il contenimento della diffusione del virus COVID19 negli ambienti di lavoro.  

Tra le principali disposizioni del nuovo DPCM che interessano le categorie economiche associate segnaliamo:

1) le attività dei servizi di ristorazione  (fra cui bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie) sono consentite sino alle ore 18.00; il consumo al tavolo è consentito perunmassimodiquattro persone per tavolo, salvo che siano tutti conviventi; dopo le ore 18,00 è vietato il consumo di cibi e bevande nei luoghi pubblici e aperti al pubblico, resta sempre consentita la ristorazione con consegna a domicilio nel rispetto delle norme igienico sanitarie sia per l’attività di confezionamento che di trasporto, nonché la ristorazione con asporto fino alle ore 24con divieto di consumazione sul posto o nelle adiacenze e fermo restando l’obbligo di rispettare la distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro. Tutte le attività dei servizi di ristorazione devono essere svolte nel rispetto dei relativi protocolli ed in coerenza con i criteri di cui all’allegato 10.

Resta consentita senza limiti di orario la ristorazione negli alberghi e in altre strutture ricettive limitatamente ai propri clienti, che siano ivi alloggiati.

Continuano ad essere consentite le attività delle mense e del catering continuativo su base contrattuale, che garantiscono la distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro;

Restano comunque aperti gli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande siti nelle aree di servizio e rifornimento carburante situate lungo le autostrade, negli ospedali e negli aeroporti, con obbligo di assicurare in ogni caso il rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro.

2) le attività commerciali al dettaglio si svolgono a condizione che sia assicurato, oltre alla distanza interpersonale di almeno un metro, che gli ingressi avvengano in modo dilazionato e che venga impedito di sostare all’interno dei locali più del tempo necessario all’acquisto dei beni, il tutto nel rispetto dei relativi protocolli ed in coerenza con i criteri di cui all’allegato 10 e in applicazione delle misure di cui all’allegato 11;

3) sono sospese le attività di sale giochi, sale scommesse, sale bingo;

4) sono sospese le attività di palestre, piscine, centri natatori, centri benessere, centri termali, fatta eccezione per quelli con presidio sanitario obbligatorio o che effettuino l’erogazione delle prestazioni rientranti nei livelli essenziali di assistenza;

5) restano sospese le attività che abbiano luogo in sale da ballo e discoteche e locali assimilati, all’aperto e al chiuso.

Sono vietate le feste nei luoghi al chiuso e all’aperto, ivi comprese quelle conseguenti alle cerimonie civili e religiose. Con riguardo alle abitazioni private, è fortemente raccomandato di non ricevere persone diverse dai conviventi, salvo che per esigenze lavorative o situazioni di necessità e urgenza.

Sono vietate le sagre, le fiere di qualunque genere e gli altri analoghi eventi;

6) sono sospesi gli spettacoli aperti al pubblico in sale teatrali, sale da concerto, sale cinematografiche e in altri spazi anche all’aperto;

7) sono sospesi i convegni, i congressi e gli altri eventi, ad eccezione di quelli che si svolgono con modalità a distanza; tutte le cerimonie pubbliche si svolgono nel rispetto dei protocolli e linee guida vigenti e in assenza di pubblico; nell’ambito delle pubbliche amministrazioni le riunioni si svolgono in modalità a distanza, salvo la sussistenza di motivate ragioni; è fortemente raccomandato svolgere anche le riunioni private (es. assemblee di condominio e assemblee societarie) in modalità a distanza;

8) sono sospesi i viaggi di istruzione, le iniziative di scambio o gemellaggio, le visite guidate e le uscite didattiche comunque denominate, programmate dalle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado;

9) le attività inerenti i servizi alla persona sono consentiti nel rispetto dei relativi protocolli;

10) restano garantiti, nel rispetto delle norme igienico sanitarie, i servizi bancari, finanziari, assicurativi nonché l’attività del settore agricolo, zootecnico di trasformazione agro-alimentare comprese le filiere che ne forniscono beni e servizi;

11) le attività delle strutture ricettive sono esercitate a condizione che sia assicurato il mantenimento del distanziamento sociale, garantendo comunque la distanza interpersonale di sicurezza di un metro negli spazi comuni, nel rispetto dei protocolli e linee guida adottati dalla provincia per prevenire o ridurre il rischio di contagio.

Vengono confermate le raccomandazioni per le attività professionali con la precisazione, in ordine alla assunzione di protocolli di sicurezza anti-contagio, che resta fermo l’obbligo di utilizzare dispositivi di protezione delle vie respiratorie previsti da normativa, protocolli e linee guida vigenti.

Il DPCM prevede, altresì, la chiusura degli impianti nei comprensori sciistici; gli stessi possono essere utilizzati solo da parte di atleti professionisti e non professionisti, riconosciuti di interesse nazionale dal CONI e dal CIP, per permettere la preparazione finalizzata allo svolgimento di competizioni sportive nazionali e internazionali. Gli impianti saranno aperti agli sciatori amatoriali solo subordinatamente all’adozione di apposite linee guida da parte della Conferenza delle Regioni e Province Autonome e validate dal Comitato tecnico-scientifico, rivolte ad evitare aggregazioni di persone ed in generale gli assembramenti.

L’articolo 3 del DPCM prevede che le pubbliche amministrazioni dispongano una differenziazione dell’orario di ingresso del personale, fatto salvo il personale sanitario e socio sanitario nonché quello impegnato in attività connessa all’emergenza o in servizi pubblici essenziali.

Viene, altresì, raccomandata anche per i datori di lavoro privati la differenziazione dell’orario di ingresso del personale nonché fortemente raccomandato l’utilizzo della modalità di lavoro agile (art. 90 D.L. 19 maggio 2020, n. 34 nonché di quanto previsto daiprotocolli di cui agli allegati 12 e 13 del DPCM).

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ROMA CITTA’ “CHIUSA”, COPRIFUOCO DALLE ORE 21

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Movida Roma, la stretta non c'è: transenne solo in 4 piazze. L'ipotesi di  limiti
COPRIFUOCO a Roma

L’offensiva delle politiche restrittive delle nostre libertà costituzionali, come la libertà di circolazione e la libertà economica, diventa sempre più invasiva.

Dopo anni di continuo depauperamento del servizio sanitario nazionale da parte di Governi che per far quadrare i conti hanno pensato solamente a tagliare i fondi alla Sanità, ci troviamo di fronte al pericolo di non poter fronteggiare l’aumento di ricoveri a causa di un Coronavirus più aggressivo di quelli degli anni precedenti, tutto questo a danno dei piccoli e medi imprenditori e professionisti, insomma del “popolo” della Partita Iva.

Nei prossimi mesi sono previste ulteriori fallimenti di attività imprenditoriali a causa di queste restrizioni e ciò si ripercuoterà sul gettito fiscale e quindi sul rapporto debito/Pil, con un’evitabile ulteriore aumento delle esposizione del debito nazionale, per poter affrontare le spese statali dovute al pagamento dell’elenfantiaca pletora di impiegati pubblici e per pagare le pensioni ed erogare quei pochi e scadenti servizi pubblici.

Tutto questo sta accadendo nella completa inconsapevolezza di un popolo oramai inebetito da un terrorismo mediatico, ben orchestrato, che sta ingenerando un’inerzia totale, anche e soprattutto di fronte ai soprusi governativi nei confronti della Costituzione e delle sue garanzie, visto che oramai il “duce” Conte decide le nostre sorti e la nostra economia a forza di incostituzionali atti ministeriali (DPCM), con cui esautora completamente il Parlamento, ossia la sovranità popolare che esso dovrebbe rappresentare e quindi esautora la Democrazia.

di Fabrizio Valerio Bonanni Saraceno

Di seguito riportiamo un articolo tratto dal sito money.it sul coprifuoco indetto dal sindaco di Roma.

Roma, coprifuoco dalle 21 nelle zone della movida e multe fino a 1.000 euro

ROMA, COPRIFUOCO DALLE 21 NELLE ZONE DELLA MOVIDA E MULTE FINO A 1.000 EURO.

(Articolo di  Flavia Provenzani – Fonte: www.money.it)

Coprifuoco dalle ore 21 nelle zone della movida di Roma durante i weekend: la decisione del Comune in un’ordinanza firmata ieri dalla sindaca Virginia Raggi.

Coprifuoco anticipato alle nove di sera e parziale in quattro piazze della movida a Roma. È quanto deciso dal Comune di Roma al fine di limitare gli assembramenti e, così, anche i possibili contagi.

Stando a quanto si legge nell’ordinanza della sindaca Virginia Raggi n. 205 del 22 ottobre 2020, nel weekend Campo de’ Fiori, piazza Trilussa a Trastevere, piazza Madonna de’ Monti, via del Pigneto/via Pesaro saranno aree transennate a partire dalle ore 21, fino allo scoccare del coprifuoco – valido a livello regionale la cui partenza. è prevista per oggi – a mezzanotte.

Roma, coprifuoco dalle ore 21 in queste piazze

Nelle serate del venerdì e del sabato, dalle ore 21 alle ore 24, saranno transennate, come anticipato, piazza Madonna de’ Monti, piazza Trilussa, Campo de’ Fiori e via del Pigneto/via Pesaro, tra le zone maggiormente frequentate nella fascia oraria serale, soprattutto dai più giovani.

L’accesso rimarrà comunque consentito, ma al solo fine di raggiungere ristoranti e altri esercizi commerciali regolarmente aperti o la propria abitazione, attraverso dei corridoi delimitati e sorvegliati dalle forze dell’ordine.

Stando a quanto inserito all’interno della recente ordinanza del Comune di Roma, tali restrizioni sono da ritenere valide fino al 13 novembre 2020, ma non si esclude un’ulteriore proroga qualora il numero di nuovi contagi dovesse rimanere a livelli allarmanti.

Le nuove limitazioni, si specifica nuovamente, saranno attive solo nelle giornate di venerdì e sabato.

Multe fino a 1.000 per chi trasgredisce

Chi non rispetterà le regole potrebbe incorrere in una multa che va dai 400 ai 1.000 euro.

Essendo una sanzione amministrativa, rimane attiva la possibilità di usufruire di uno sconto del 30% nel caso in cui venga pagata entro 5 giorni dalla sua ricezione, il che farebbe scendere l’importo a 280 euro nel caso l’importo di partenza sia pari a 400 euro.

L’appello del prefetto: “Dobbiamo essere vigili”

«Il nostro fine è quello di evitare affollamenti, ma senza militarizzare la città e scoraggiare i commercianti», ha specificato il prefetto Matteo Piantedosi, che spiega come la decisione di anticipare il coprifuoco, se così si può dire, nelle zone più attive della movida romana sia arrivata dopo un lungo confronto, anche con le forze dell’ordine.

«Confidiamo nella partecipazione dei cittadini, scommettiamo anche sui ragazzi. Riteniamo di aver preso misure adeguate. Ora speriamo di avere buoni messaggi dai romani»,

prosegue Piantedosi.

“Dobbiamo essere vigili e allo stesso tempo sempre moderatamente preoccupati. Non sottovalutiamo nessun elemento. Ma confidiamo in un’inversione di rotta del contagio. La capitale ha ancora un rapporto di incidenza del virus sostenibile rispetto al numero dei tamponi e ci hanno assicurato che il sistema sanitario romano è in grado di reggere ancora, si è messo in moto e offre garanzie.

In ogni caso, rimaniamo in tensione. Quella necessaria per intervenire in tempi rapidi”.

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NUOVO LOCKDOWN: SUPERATA LA SOGLIA DI 2.300 RICOVERI IN TERAPIA INTENSIVA

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Terapie intensive, all'appello mancano 4 mila anestesisti - Il Fatto  Quotidiano

Il novero dei ricoverati in terapia intensiva di ieri ammonta a 926, quando il 14 ottobre, ossia una settimana fa, erano 539, quasi la metà.

Qualora si superasse la soglia dei 2.300 ricoverati in terapia intensiva, scatterebbe inevitabilmente il lockdown,, tutto in base agli esiti dell’indice Rt.

Nell’articolo seguente del corriere.it sono elencate le attività che verrebbero chiuse.

NUOVO LOCKDOWN IN ITALIA PER IL COVID: ECCO LA SOGLIA CHE LO FA SCATTARE

(Articolo di Fiorenza Sarzanini – Fonte: www.corriere.it)

Con 2.300 ricoverati in terapia intensiva il livello di allarme per valutare il lockdown

Chiusura delle attività «non essenziali» e divieto di spostamento tra le Regioni: sono queste le misure allo studio del governo se le norme già contenute nel Dpcm del 18 ottobre e le ordinanze emanate in queste ore dalle Regioni non fermeranno la salita della curva epidemiologica. L’esecutivo sceglie di procedere «in maniera graduale» con un obiettivo dichiarato: tenere aperte le attività produttive e le scuole. Ma se il numero dei nuovi positivi da Covid e soprattutto quello dei ricoverati continuerà ad aumentare in maniera veloce come in questi giorni, sembra scontato che si debba procedere ad altre chiusure progressive, se non addirittura a un nuovo lockdown. Palazzo Chigi al momento lo esclude, anche se all’interno dell’esecutivo una soglia è stata comunque fissata: 2.300 persone in terapia intensiva. È questo il livello di allarme che potrebbe far scattare misure drastiche.

L’indice Rt

Dunque si procede di concerto con i governatori, si collabora per seguire una strategia comune, muovendosi in base all’indice Rt delle varie aree. Fondamentale per decidere come e dove intervenire sarà il monitoraggio dell’Istituto superiore di Sanità che arriverà oggi, al massimo domani. E fornirà un quadro aggiornato della situazione. Il ministro della Salute Roberto Speranza e quello degli Affari regionali Francesco Boccia trattano con le Regioni, lavorano insieme per rendere le misure omogenee in tutta Italia. Consapevoli che quanto deciso finora – compreso l’uso obbligatorio delle mascherine — all’aperto e al chiuso e il coprifuoco dalle 23 o dalle 24 — potrebbe non bastare ad evitare il peggio. Lo studio dell’Iss sugli scenari di crisi ha già individuato il livello «alto», il peggiore, in tre settimane consecutive di Rt oltre l’1,5.

La soglia massima

La preoccupazione forte riguarda gli ospedali. Perché è vero che molte strutture sanitarie reggono, ma altre sono in affanno, in alcune città i posti cominciano a scarseggiare. E si è abbassata, rispetto alla primavera scorsa, l’età media di chi presenta sintomi anche gravi. Ieri le persone ricoverate in terapia intensiva erano 926. Una settimana fa, il 14 ottobre, erano circa la metà, 539. È questo il dato che allarma e su questo si stanno modulando gli interventi. Con la convinzione che oltre le 2.300 persone in condizioni gravi il sistema rischi di collassare.

Le sale giochi

Di fronte a un peggioramento della situazione la prime attività a dover chiudere i battenti sarebbero le sale giochi. Nonostante le limitazioni decise a livello regionale, l’affollamento in uno stesso luogo chiuso viene ritenuto molto a rischio. È vero che i mancati introiti in questo settore provocherebbero danni pesanti all’erario, ma è pur vero che si tratta di un’attività ricreativa e dunque ritenuta sacrificabile.

Palestre e piscine

Le verifiche affidate ai carabinieri del Nas hanno dimostrato finora il rispetto dei protocolli nella maggior parte dei casi. Oggi arriverà una stretta ulteriore che rende obbligatorie tutte quelle precauzioni finora facoltative, in particolare la misurazione della temperatura e lo scaglionamento ulteriore agli ingressi. È il frutto dell’accordo tra le associazioni di categoria e il ministro dello Sport Vincenzo Spadafora determinato ad evitarne la chiusura. «Se sospendiamo la loro attività — ha ripetuto anche ieri — dovremmo chiudere anche bar e ristoranti».

I centri commerciali

Sorvegliati speciali rimangono i centri commerciali. Alcuni governatori hanno già deciso di farli rimanere chiusi durante il fine settimana, dove maggiore è la circolazione delle persone. Se la curva epidemiologica continuerà a salire, il governo potrebbe estendere questa misura a tutto il territorio nazionale. Lasciando però aperti i negozi di generi alimentari e le farmacie, proprio come ha già fatto la Lombardia. Un provvedimento che al momento viene però valutato come estremo e che si sta cercando di evitare convincendo le Regioni ad intervenire lì dove il numero dei nuovi positivi e dei ricoverati continua ad aumentare.

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LOCKDOWN DELLA DEMOCRAZIA

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Coronavirus, l'anno del lockdown: in bilico tra libertà e restrizioni
Il lockdown delle libertà costituzionali

Il terrorismo mediatico continua a interpretare il suo squallido copione, declinando dati aggiornati sull’evoluzione della pandemia, allarmando ulteriormente la già provata opinione pubblica.

Nell’arco di 24 ore sono raddoppiati il numero dei positivi e i soloni scienziati di turno elaborando numeri e modelli statistici cominciano ad annunciare l’ennesima catastrofe.

Allora i rispettivi Governi si mostrano solerti a prendere i più oculati provvedimenti drastici, che causano la restrizioni dei diritti costituzionali, in uno stato di nevrosi politica assoluta, sottovalutando il fatto che i contagiati della seconda ondata di SARS-COV-2 sono per lo più asintomatici ed il numero di decessi è decisamente minore rispetto a quello della prima ondata.

I vari Governi si prestano a dare sfogo alle strategie più fantasiose e irrazionali per crearare dei reconditi lockdown limitati per fingere di non applicare delle restrizioni totali che tanto spaventano la collettività per le conseguenze economiche che si creerebbero.

La rivolta del popolo

Se la curva epidemiologica impone ai governi di attuare strette più o meno forti per limitare la corsa del virus, allo stesso tempo, leggendo i principali valori economici, è difficile immaginare uno Stato che scelga di affidarsi a un secondo lockdown completo e su scala nazionale. Al netto della reale utilità di questa strategia (il tema è ancora molto dibattuto), molti governi hanno attuato e stanno attuando serrate su scala locale.

Detto altrimenti, anziché chiudere l’intera nazione, si scelgono di bloccare soltanto le aree più critiche dal punto di vista sanitario. Impensabile fare altrimenti, visto e considerando non solo lo stato dell’economia globale, affossata dalla pandemia in modo serio, ma anche la tenuta mentale dei cittadini. Eppure, nonostante le misure più soft varate dai governi, in molte città abbiamo assistito a feroci proteste. Da Parigi a Praga, da Londra a Berlino passando per Melbourne, in Australia, Madrid e Gerusalemme: la rabbia del popolo è esplosa di fronte all’annuncio di possibili nuove strette, in quella che alcuni commentatori hanno definito, forse esagerando, “guerra civile Covid“.

Il caso di Manchester

Dietro alle proteste si nasconde in realtà un disagio più grande. Uno dei casi più emblematici è avvenuto a Manchester, nel Regno Unito, dove il sindaco laburista Andy Burnham si è letteralmente scagliato contro Boris Johnson. Ricordiamo che il premier inglese ha annunciato restrizioni su tutta la nazione su tre livelli. In altre parole, l’Uk è stata suddivisa in zone a seconda dei dati epidemiologici. Nelle aree che rientrano nel primo livello restano in vigore le regole già in vigore nel Paese, ovvero limite massimo di riunioni a sei persone e chiusura alle 22 per i pub. Il secondo livello prevede invece il divieto di incontri al chiuso tra nuclei familiari diversi. L’ultimo livello, quello “molto alto”, risponde a misure più ferree: mescolamento sociale proibito, divieto di incontri anche in casa e chiusura di pub e ristoranti.

Nel terzo livello rientrano le città di Liverpool e, appunto, Manchester. Proprio a Manchester, come detto, è incorso un braccio di ferro tra il sindaco dell’area metropolitana di Manchester e il governo centrale. Il signor Burnham lo ha detto chiaramente: la sua comunità non è né sarà “l’agnello sacrificale” di Londra. Tradotto: prima di accettare le nuove misure anti Covid, Johnson dovrà dare garanzie. Come ha riportato la Bbc, Burnham ha spiegato che il massimo livello di restrizioni andrebbe a penalizzare attività commerciali come pub, palestre e bookmaker, cioè “luoghi in cui le persone hanno salari bassi”. È necessario che il governo, anziché pensare a politiche locali “punitive”, ragioni su un piano di sussidi e supporto all’economia. In quel caso, allora, potrà anche esserci una “tregua” su scala nazionale. Guai a parlare di lockdown.

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DPCM SENZA FINE: ECCONE ANCORA UN ALTRO IN ARRIVO

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Nuovo Dpcm, Conte e la lunga trattativa con le Regioni - Corriere.it
Il nuovo Duce in pectore

Ebbene si, il Conte o per meglio dire il Duce, visto che ormai governa con strumenti autoritari come i reiterati Dpcm, ossia atti ministeriali non aventi alcuna forza di legge, perché esautorano completamente la funzione legislativa dell’Organo preposto, in quanto Organo costituzionale rappresentativo della sovranità popolare, perché eletto direttamente dal popolo, ossia il Parlamento.

Con il silente ed omissivo beneplacido di tutto il Parlamento e della stessa opposizione che abbai, ma non morde, come se stesse recitando il gioco delle parti, alla continua ricerca pirandelliana di autore e dell’altro Organo costituzionale direttamente preposto a garanzia e controllo della tutela della Democrazia e del rispetto della Costituzione italiana, ossia la Presidenza della Repubblica (intenta solamente a distribuire, con modo paternalistico, onorificenze di Cavaliere della Repubblica a iosa), assistiamo inerti all’inquietante spettacolo del nuovo Duce in pectore Giuseppe Conte che governa oramai con consuetudinaria disinvoltura le sorti economiche e sociali dell’Italia auto delegandosi dei poteri.

Insomma, tutta quella retorica petulante dell’antifascismo e della continua reminiscenza partigiana contro chi avrebbe voluto pieni poteri, come osò affermare inopportunamente Salvini, dinnanzi al nuovo Duce Conte sembra sciogliersi come neve al sole, forse perché la maggioranza del nuovo Duce è sorretta dal maggiore partito della Sinistra erede della suddetta retorica antifascista, che per il solito opportunismo politico e per l’endemica cultura di matrice marxista o post marxista che si voglia, considera il reiterato attentato alla Costituzione da parte del Governo come un marginale ed irrilevante dato, rendendosi complice della deriva anti democratica in atto, forse perché in nome del principio machiavellico de “il fine giustifica i mezzi”, ciò che sarebbe stato un gravissimo reato autoritario per un Governo del centrodestra a guida berlusconiana o salviniana, non lo è per l’attuale compagine governativa PD-M5S….

In finale, siamo di fronte ad una grande farsa, che se non fosse che essa viene realizzata a danno della nostra libertà e dei nostri principi costituzionali e della nostra libertà economica sarebbe una esilarante tragicommedia stile Bagaglino, ma ahimè non è così e ho il timore che quando la pletora di “pecoroni” della maggior parte degli italiani se ne accorgerà sarà troppo tardi.

Et posteris judicas…..

di Fabrizio Valerio Bonanni Saraceno

In riferimento a ciò riportiamo un ben argomentato artico tratto dal sito money.it.

NUOVO DPCM ENTRO DOMENICA: COSA CAMBIA (ANCORA)? LE MISURE IN ARRIVO

(Articolo di  Flavia Provenzani – www.money.it)

Nuove misure in arrivo con un altro DPCM di Giuseppe Conte in arrivo nei prossimi giorni, entro domenica 25 ottobre. Ecco cosa cambia (ancora).

Un altro, nuovo DPCM è in arrivo a giorni, entro domenica 25 ottobre, in risposta all’aumentare dei contagi da Covid-19 e nel tentativo di evitare che in Italia si proceda inevitabilmente con un secondo lockdown.

Il premier Giuseppe Conte è sotto pressione: la curva dei contagi sta salendo rapidamente – anche se il coronavirus si sta rivelando meno mortale rispetto allo scorso marzo – gli ospedali iniziano ad addentrarsi in territorio di crisi, la fila per fare un tampone e i tempi di attesa per l’esito sono infinite, le autorità non riescono più a tenere sotto controllo la situazione.

Tutto questo, insieme, pone la necessità di sviluppare al più presto un nuovo DPCM, a pochi giorni dall’ultimo presentato il 18 ottobre. Quali misure ulteriori saranno introdotte dal Governo Conte? Si passa dalla limitazione degli spostamenti tra Regioni all’apertura delle scuole superiori di pomeriggio, da un altro anticipo dell’orario di chiusura per i locali a nuove regole per palestre e piscine, fino ad arrivare al possibile arrivo del coprifuoco.

Nuovo DPCM entro domenica 25 ottobre: altre misure

L’attesa per la presentazione di un ulteriore nuovo DPCM dovrebbe terminare questo fine settimana, più probabilmente domenica 25 ottobre.
Cosa cambia? Tra le possibili misure ad oggi sul tavolo di Conte si passa dall’istituzione di un coprifuoco su scala nazionale all’apertura delle scuole anche nel pomeriggio, dal consentire gli spostamenti solo per motivi di lavoro, istruzione o salute al blocco degli spostamenti interegionali.

Il tutto nell’estremo tentativo di evitare quello che ogni giorno che passa sembra essere sempre più inevitabile: un secondo lockdown nazionale.

Le tensioni a Palazzo Chigi non mancano: a Conte in primis non piace l’idea di un coprifuoco a partire dalle 23, mentre altre forze, tra cui le istituzioni sanitarie, spingono in tal senso, assicurando che sia la strada migliore per impedire un nuovo blocco.

La pressione aumenta guardando ai dati contenuti nell’ultimo bollettino della Protezione Civile: i nuovi positivi sono 10.874 a fronte di 144.737 tamponi effettuati. I pazienti ricoverati in terapia intensiva (870) hanno superato hanno superato i numeri di marzo.
Una crescita ulteriore e rapida appare scontata, fattore che spinge il Governo a doversi muovere con celerità con un nuovo DPCM che arriverà a giorni, entro questo weekend.

Un enorme peso ha poi il contesto europeo. Galles e Irlanda sono in lockdown, si moltiplicano i coprifuoco in stile francese e l’Italia dovrà pur far qualcosa per dimostrarsi disposta a tutto per rispondere alla crisi.

Cosa cambia? Tutte le novità in arrivo con il nuovo DPCM

Stando a quanto riporta Repubblica, le novità che possiamo attenderci con il DPCM che verrà presentato entro domenica 25 ottobre spaziano dalle nuove regole per piscine e palestre all’anticipazione dell’orario di chiusura per pub e ristorante, dall’istituzione di un coprifuoco dalle 23 alle 6 del mattino alla limitazione degli spostamenti personali.

Nel dettaglio, le misure che secondo fonti interne a Palazzo Chigi potrebbero essere inserite nel nuovo Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri sono:

  1. l’istituzione di un coprifuoco nazionale dalle ore 22 o 23 fino alle 6 del mattino (il M5S spinge l’orario dall’1 di notte alle 5 del mattino, proposta che Conte non disdegna);
  2. in alternativa, una limitazione dei movimenti e permetterli solo per recarsi a lavoro o a scuola, con il relativo ritorno dell’autocertificazione;
  3. limitazione degli spostamenti tra Regioni;
  4. l’introduzione di orari scaglionati per la scuola, inserendo ore di didattica presso gli istituti superiori anche nel pomeriggio. Questi «doppi turni» avrebbero l’obiettivo di ridurre gli assembramenti e il carico nei trasporti pubblici;
  5. nuove regole per palestre e piscine;
  6. anticipazione dell’orario di chiusura per pub e ristoranti (che l’ultimo DPCM ha precedentemente fissato alle ore 24);
  7. nuove regole e limitazioni all’interno dei centri commerciali durante i weekend;
  8. nuove indicazioni per le Asl nell’utilizzo dell’app Immuni.
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ESCLUSIVA: IL COVID-19 COMINCIA A MUTARE, DIVENTA PIU’ INFETTIVO!

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Info soci Insieme Salute Mutua Sanitaria | PANDEMIA COVID-19: TUTTI GLI  AGGIORNAMENTI

Il COVID-19 continua a destabilizzare lo stato sanitario ed economico di tutto il mondo e comincia anche a mutare. manifestando una capacità di infettività più celere e maggiormente invasiva.

Di seguito, riportiamo un importante articolo tratto da it.insider,com.

C’E’ UNA NUOVA MUTAZIONE DEL COVID-19

(Articolo di Francesca Salvatore – Fonte: www.it.insideover.com)

La notizia giunge dalla placida cittadina di Trondheim, nel centro della Norvegia. A riferirla, il capo medico locale Tove Røsstad all’emittente pubblica Nrk: “Non sappiamo da dove provenga il virus. Nessun tipo di virus del genere è mai stato rintracciato in Norvegia prima d’ora. Abbiamo anche cercato nel database internazionale, ma non abbiamo trovato questo nuovo tipo neanche lì”. Secondo Røsstad , le autorità sanitarie norvegesi hanno concluso che il Covid-19 qui è mutato dopo aver iniziato a comportarsi in modo diverso, infettando le persone più velocemente di prima. Una mutazione che potrebbe portare la nazione scandinava ad una impennata di casi.

Il caso Trondheim

I campioni del virus sono stati inviati venerdì scorso dall’ospedale St. Olavs di Trondheim all’Istituto norvegese di sanità pubblica (Niph) che ha decretato l’anomalia: Røsstad invita comunque alla cautela, poiché non è ancora chiaro se questa variante sconosciuta sia più contagiosa di altre o quali altre caratteristiche possa avere. Quello che l’equipe di Trondheim ha rilevato per prima è una crescita della facilità di trasmissione dell’infezione: “Stiamo vedendo che l’infezione è più facile, in quanto deve accadere meno per essere infettati. Non è necessario avere un contatto così stretto come abbiamo sperimentato di solito. Inoltre, ti ammali più velocemente, quindi il virus si comporta in modo diverso”, aveva dichiarato in precedenza proprio Røsstad al quotidiano Verdens Gang.https://b26c9d665c79e8c6965eccb2a78e88f7.safeframe.googlesyndication.com/safeframe/1-0-37/html/container.html

Questo non vuol dire che questa forma sia necessariamente più aggressiva

La città costiera ha recentemente assistito a un’epidemia collegata ad attività commerciali locali, tra cui l’Edge Barbershop, il Barmuda bar e il Lille London pub. Finora, 35 infezioni confermate sono state collegate all’epidemia di Trondheim e 1.500 persone sono in quarantena a seguito della ricerca dei contatti. Il fine settimana ha visto otto nuovi casi nuovi casi (i pazienti hanno dai 20 ai 40 anni) registrati nella città, di cui sei sono stati collegati alle tre attività.

Il Norwegian Institute of Occupational Health scrive in un comunicato stampa che probabilmente ci sono diversi sottogruppi del coronavirus a Trondheim. Il modo in cui questi cambiamenti possono influenzare la capacità del virus di infettare o causare malattie non è ancora chiaro, afferma Karoline Bragstad, capo sezione del National Institute of Public Health (Niph).

Il caso precedente

Alcune mutazioni del virus erano già state riscontrate in Norvegia, come nel focolaio legato ad un autobus turistico nel Rogaland, nel sud-ovest del Paese: non si tratterebbe della stessa variante, però. L’episodio del bus era diventato, lo scorso settembre, un caso di studio: dei passeggeri infettati (età compresa tra i 50 e gli 80 anni) nessuno si era poi ammalato gravemente e molti erano stati dimessi pochi giorni dopo dalla diagnosi; lo studio sulla loro reazione, nonostante l’età avanzata, è uno di quelli che aiuterà a capire meglio il funzionamento del virus mutato.

I passeggeri sull’autobus sono ora un progetto di ricerca separato: lo Stavanger University Hospital li seguirà da vicino per sei mesi, in prima istanza. La ricerca si svolge in collaborazione con il Niph, l’Università di Bergen e i comuni di Sandnes e Randaberg. Il viaggio di andata e ritorno del bus è iniziato a Stavanger il 15 settembre e l’autobus ha attraversato otto contee durante il viaggio nel sud della Norvegia. Da un primo rapporto è stato acclarato che il tour ha portato a circa un centinaio di casi di infezione in tutto il Paese, compresi i passeggeri: si tratterebbe di un caso di super diffusione a bassa aggressività.

La situazione Covid in Norvegia

La Norvegia sembra esercitare uno stretto controllo sul coronavirus, forte di una popolazione di quasi cinque milioni e mezzo di abitanti ed un sistema di tracciamento molto efficace: i casi registrati sono appena sopra i 16mila e i morti 278. Con una manciata di eccezioni, i nuovi casi giornalieri di coronavirus sono stati tra 100 e 150 a livello nazionale dalla prima settimana di settembre: questo conteggio attualmente valuta la tendenza dei nuovi numeri di casi per l’intero Paese come “piatta“, piuttosto che in aumento o diminuzione. Si ritiene che solo 18 comuni in tutto il Paese abbiano un numero crescente di casi.

A fine settembre, sono stati diffusi i numeri preliminari del registro norvegese delle cause di morte presso l’Istituto nazionale di sanità pubblica (Fhi) con riferimento ai primi tre mesi della pandemia. I risultati sono sorprendenti e sono destinati a mettere in discussione alcune delle attuali restrizioni della Norvegia. I dati mostrano che non ci sono state “morti eccessive” in Norvegia durante il primo trimestre pandemico. Inoltre, il 90% di coloro che sono morti con Covid-19 era affetto da almeno una malattia cronica. Tra le più ricorrenti, malattie cardiovascolari e affezioni polmonari. A queste si aggiungono demenza senile, diabete e cancro.

Venendo alle affezioni polmonari, sulla base dei dati del 2014-18, il numero previsto di decessi per polmonite per il periodo marzo-maggio in Norvegia è 392. Tuttavia, in quel periodo quest’anno sono stati registrati solo 296 decessi. I funzionari dell’Fhi hanno sottolineato che si tratta solo di numeri preliminari e che potrebbero cambiare in base a nuove informazioni. Lo studio, tuttavia, si basa su un tasso di copertura del 98%, quindi è probabile che in futuro non vi saranno risultati troppo differenti da questi. Quasi il 90% dei decessi in Norvegia ha riguardato persone di età superiore ai 70 anni.

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